domenica 25 giugno 2017

“MENTITE SEMPRE SUGLI ATTENTATI ISLAMICI”. ORDINE DEL GOVERNO E POLIZIA TEDESCA

Il documento riservato della Polizia tedesca (BKA)
Pochi giorni fa, il 20 giugno 2017, il Corriere del Ticino, ha pubblicato un documento di 20 pagine “strettamente riservato” della Polizia criminale tedesca (Bundeskriminalamt - BKA), che conferma in maniera clamorosa le condotte criminali dei governi europei e della quasi totalità della stampa e dei giornalisti e la loro collusione “di fatto” con l’ideologia islamica che sta conquistando l’Europa.

Questo documento tanto esplosivo quanto inquietante si intitola "Come agire in presenza di attacchi terroristici” e ordina ai membri della polizia tedesca (ma è ovvio che si tratta di dossier segreti adottati da tutte le polizie europee) di ingannare la stampa e i cittadini, nascondendo, manipolando e falsificando le informazioni inerenti attentati terroristici islamici. Ecco alcuni stralci:

«Nell’anno elettorale 2017 (elezioni federali del 24 settembre, ndr) non ci sarà alcun attentato, almeno se si sarà in grado di evitarlo. Ciò significa che, non importa quanto siano sicuri dei fatti i funzionari in campo, davanti alla stampa e all’opinione pubblica, per cominciare, si deve negare sempre tuttoLo staff di consulenza del Governo ha bisogno di tempo per illustrare l’accaduto e per mettere insieme un racconto credibile agli occhi dell’opinione pubblica».

Quindi: per non danneggiare la campagna elettorale della Merkel, non devono esserci attentati, ma anche se ci fossero la polizia deve negare sempre tutto, il governo si occuperà poi di confezionare la storia più rassicurante ed innocua possibile. Ancora:

«Le lettere di rivendicazione devono essere citate solo se necessario, ma senza fornire particolari. In caso di dubbio, escludere l’attacco terroristico. Divulgare la teoria dell’autore singolo, come pure quella della persona psichicamente disturbata. In aggiunta: evitare sempre, per cominciare, di parlare di IS (Stato islamico, n.d.r.) o di Islam».

Quindi: evitare se possibile di parlare di terrorismo, in caso di attentati innegabili, essi devono sempre apparire come azioni di “lupi solitari” (le tipiche frasi create ad hoc da giornalisti prezzolati per obbedire alle veline dei governi) o di persone malate di mente, mai come azioni ispirate dalla fede islamica.

Ecco un esempio clamoroso di applicazione concreta di queste direttive segrete. L’11 aprile del 20017 ci fu un attentato contro il pullman della squadra di calcio del Borussia Dortmund. Solo dopo dieci giorni la polizia comunicò che l’attacco era opera del tedesco di origini russe Sergej W., con lo scopo di speculare in Borsa (sic!). A parte la totale bizzarria di questa motivazione, leggendo le pagine del documento si scopre invece che l’attentato era stato rivendicato dall’Isis, fatto mai rivelato alla stampa e alla popolazione. Chi ha compiuto allora quell’attentato? E ancora:

«Dieci milioni di visitatori stranieri all’anno entrano in Germania con passaporti falsi o rubati. In tal senso è possibile correlare la quantità di passaporti rubati con Al Qaeda (IS) e le attività terroristiche islamiste».

Di fatto si ammette che “l’apertura delle frontiere da parte delle Merkel” ha causato un aumento degli attentati terroristici, deduzione di una ovvietà disarmante, ma che viene sempre negata da tutti i governi europei, soprattutto dalle forze politiche sedicenti liberali o di sinistra e che viene sempre bollata come populista o razzista. Altro brano:

«La percentuale degli ingressi illegali è cresciuta del 70%. I colleghi italiani prevedono l’arrivo di circa 350 mila, fino a 400 mila migranti dall’Africa nell’anno 2017. Verso l’esterno, alla stampa e ad altri media, indichiamo una cifra di 250 mila unità».

Come si vede si invita spudoratamente a mentire e falsificare i dati dell’immigrazione e lo stesso avviene per i reati commessi dagli immigrati che nel 2016 sono saliti a 465 mila, ma che le forze dell’ordine tedesche devono ridurre a 295 mila quando parlano con i media.

E infine le minacce ignobili, istigate direttamente dal governo, verso gli agenti che osano parlare di “migranti economici” e che non ubbidiscono, non imbrogliano e non raggirano i propri cittadini:

«Mai parlare di migranti economici. La sollecitazione giunge direttamente dal ministro della Cancelleria e dal portavoce del Governo. Queste indicazioni sono tassative, per chi non le rispetta sono previste sanzioni severe, procedure disciplinari e il licenziamento dalla polizia».
Più che un documento della “Polizia criminale tedesca”, sembra proprio un documento criminale delle polizie e dei governi europei.

Articolo del “Centro Studi Antislamici”

Fonti