giovedì 22 giugno 2017

L'ISLAM ALLA CONQUISTA DELL'EUROPA: IL CASO DI TENSTA (STOCCOLMA - SVEZIA)

(Con la benedizione del governo, dei sedicenti liberali, dei progressisti e dei movimenti LGTB e femministi)

Picchetti dei "Guardiani delle Virtù" per impedire spettacoli
"amorali" a Tensta (municipalità di Stoccolma)
(titoli, foto, video e didascalie a cura  del CSA - Centro Studi Antislamici)

In Svezia, come in molti altri sobborghi in tutta Europa, la repressione da cui molti rifugiati stavano fuggendo, sembra invece rincorrerli.

  
Nalin Pekgul, emigrata turca in Svezia,
ex parlamentare Social-democratica.


Nalin Pekgul, che si definisce musulmana praticante e che ha lavorato come politica nel Partito socialdemocratico, ha affermato che nelle aree abitate da immigrati, come il sobborgo di Tensta di Stoccolma, dove lei vive, la "Polizia della morale" si riunisce fuori dalle sale riunioni per impedire ai giovani di entrare se cercano di organizzare feste con musica. Le organizzazioni islamiche svedesi, spiega Pekgul, hanno rafforzato la loro posizione grazie al sostegno da parte dell'Arabia Saudita, delle agenzie governative, dei media e dei partiti politici svedesi e così via.

Secondo Pekgul, in Svezia ci sono molti musulmani che sono diventati fondamentalisti.  Per aver richiamato l'attenzione del pubblico su questi cambiamenti, Pekgul è stata chiamata "islamofoba". Quando, in segno di  protesta contro i musulmani estremisti, cominciò a indossare delle gonne corte a Tensta, fu molestata.

  
Zeliha Dagli, membro del Partito di sinistra svedese
Un altra musulmana, Zeliha Dagli, che è venuta in Svezia dalla Turchia nel 1985 ed è stata una rappresentante eletta del Partito di sinistra in Svezia, ha combattuto per i diritti delle donne nei quartieri immigrati di Stoccolma per 25 anni. Nel 2015 ha scritto :

“Molto tempo fa sono fuggita dalla mia ex patria, a causa del terrore causato dagli imam nella mia infanzia. Alcuni di loro controllavano le ragazze del villaggio. Le ragazze più grandi non erano autorizzate a passare attraverso la piazza del villaggio, ma dovevano sgattaiolare, fare delle deviazioni e rendersi "invisibili".

  
Incedi e devastazioni al grido di "Allahu Akbar"
nei sobborghi di Stoccolma (video)
“Queste ombre mi hanno perseguitato e in Svezia ho cercato di ottenere pace e tranquillità, ma nella città di Uppsala, dove mi sono stabilita, la mia vita continuava ad essere controllata dai miei connazionali quindi sono di nuovo fuggita da questi fantasmi a Stoccolma ... Anche lì sono stata perseguitata da questi spettri e ora vivo a Husby, ma anche qui vedo tutte le “ombre” che potete immaginare e non ho il diritto a una vita aperta e indipendente: sono costantemente sorvegliata...

Voglio un rifugio e voglio bere un bicchiere di birra con i miei amici, Lars, Hassan, Maria, Osman .... Voglio anche andare all'associazione degli anziani, ascoltare jazz e ballare. Voglio coltivare le verdure nel mio appezzamento indossando i pantaloncini corti, uscire con i miei amici e andare in spiaggia in bikini...

   
Sobborghi di Stoccolma in fiamme
(clicca qui per vedere altre foto)
Nel mio quartiere vorrei sfuggire dallo sguardo fisso e dalla disapprovazione degli uomini, voglio portare a casa mia chiunque voglio, ma oggi non posso perché i miei diritti sono limitati e controllati nel mio quartiere. Tutte queste “ombre” barbute mi spaventano.”

A causa delle sue denunce anche Dagli è stata molestata. Quest'anno, è stata costretta a trasferirsi dalla periferia degli immigrati di Stoccolma: "Ora mi sono trasferita dal mio amato borgo di Husby. Mi manca molto, ma mi sono stancata di dare costantemente spiegazioni su cose completamente evidenti e che riguardano la mia privacy e di essere messa in discussione ed essere chiamata puttana perché non uso un velo, nonostante sia una musulmana".

  
La moschea di Tensta - Stoccolma (video)
Queste donne non sono degli intellettuali di destra che criticano l'Islam.  Sono invece donne musulmane a cui vengono negati i diritti fondamentali in Svezia in quanto donne e abitano in comunità in cui sono state create strutture parallele sociali islamiche.

Tali strutture sociali islamiche parallele influenzano anche la comunità LGBT (Lesbiche, Gay, Bisessuali e Transgender, ndr). A Tensta, i politici locali hanno deciso che la bandiera del Gay Pride venga sollevata nel centro città ogni anno in agosto, quando si svolge la settimana del Gay Pride. Quando la bandiera è stata sollevata a Tensta l'anno scorso è stata strappata dopo poche ore e sia la bandiera che il pennone sono stati rubati. Uno dei politici locali che ha presentato la proposta di issare la bandiera ha dichiarato: "Ci sono credenze culturali e certamente religiose che pensano che la LGBT non dovrebbe esistere negli spazi pubblici".

  
Anche il museo di Tensta è denso di presenze islamiche
Rissne è un distretto nel comune di Sundbyberg, a nord della capitale Stoccolma. La maggior parte degli abitanti di Rissne sono immigrati o nati da genitori immigrati. Quando una panchina nel centro di Rissne è stata dipinta con i colori della bandiera arcobaleno, è stata bruciata e un messaggio è stato scribacchiato sul muro: "[L'orgoglio Gay] non è per Rissne". Poiché non c'erano testimoni, la polizia ha scelto di non indagare sull'incidente .

Che l'omosessualità crea disordini in alcune aree immigrate non è un segreto. Proprio questa situazione, tuttavia, ha portato un'attivista Jan Sjunesson nel 2015 a mettere in scena Gay Pride Järva (Järva è un quartiere di Stoccolma), una sfilata di Gay Pride per la periferia degli immigrati di Stoccolma. 

 
Centro commerciale di Tensta. La popolazione
immigrata sfiora il 70 %
Mentre molti sembravano considerare la sfilata di Sjunesson come una provocazione, Sjunesson crede di lottare per i diritti delle persone LGBT. Nessuno sa come alcuni musulmani in queste aree di immigranti reagiranno. La sfilata genera un sacco di nervosismo nei media svedesi ogni anno a causa di reazioni ostili dalla popolazione locale musulmana.

In aprile, i media svedesi hanno riferito come la “Charter shool” islamica di Al-Azhar a Stoccolma separa ragazzi e ragazze sul bus scolastico. Le ragazze entrano attraverso la porta sul retro, mentre i ragazzi entrano attraverso la porta davanti. La storia dei diritti civili statunitensi non è probabilmente menzionata nella classe di storia di Al-Azhar.

Manifestazione di islamici a Tensta. In alcune scuole
i bambini immigrati sono il 100% 
E’ impossibile adesso affermare che la Svezia sia un paese ultra-liberale, mentre in realtà in Svezia esistono aree in cui le donne con gonne corte e cittadini LGBT sono molestati a causa dei loro vestiti e dell'orientamento sessuale. L'intolleranza è diventata semplicemente parte della Svezia multiculturale di oggi.

La lezione da imparare da questi contrasti è quella di non farsi ingannare dai politici svedesi che cercano di ritrarre la Svezia come un paradiso liberale e tollerante. L'esperienza dei sobborghi degli immigrati delle città svedesi dimostra che gran parte della popolazione svedese non fa parte della Svezia femminista e liberale. I (musulmani, ndr) liberali sono perseguitati dagli islamisti ogni giorno perché nelle loro comunità c'è una mancanza di tolleranza.

Il problema è che coloro che governano la Svezia non provengono da questi sobborghi, non ne hanno alcuna conoscenza approfondita e non hanno chiaramente interesse a questi sobborghi degli immigrati dove le persone non possono vivere come cittadini liberi. 

Interno della moschea di Tensta - Stoccolma (video)
Il movimento LGBT e il movimento femminista preferiscono far tacere coloro che protestano contro l'oppressione islamica nei sobborghi degli immigrati svedesi. Preferiscono farli tacere al punto che anche i musulmani (dissidenti, ndr) sono ritratti come "islamofobi".

Purtroppo gli immigrati dei sobborghi vivranno sotto questa peste islamica finché gli islamici non cresceranno così tanto da diventare una minaccia ai valori liberali delle élite. 

Quando gli islamisti inizieranno a disturbare le élite liberali e la loro sfera culturale, i liberali in Svezia li considereranno un problema. Ironia della sorte, per queste élite liberali, che non molto tempo fa volevano salvare il mondo attraverso una politica liberale dei rifugiati, la loro motivazione primaria sembra semplicemente essere l’interesse personale.

Nima Gholam Ali Pour - 7 giugno 2017

Nima Gholam Ali Pour è membro del consiglio di istruzione della città svedese di Malmö ed è impegnato in diversi gruppi di esperti in Svezia interessati al Medio Oriente. È anche redattore del sito social-conservatore “Situation Malmö”, ed è autore del libro svedese "Därför är mångkultur förtryck" ("Perché il multiculturalismo è oppressione"). 

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Articolo originale in inglese:
https://www.gatestoneinstitute.org/10452/sweden-multicultural-apartheid
Video, foto, didascalie e titoli a cura del Centro Studi Antislamici (CSA)